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Il "Perchè essere Arbitri" con il Componente CRA Rossi In evidenza

Scritto da  Matteo Danieli
Pubblicato in 2023/2024
Lunedì, 15 Aprile 2024 20:33

Lunedì 8 Aprile si è tenuta l’ottava Riunione Tecnica Obbligatoria congiunta dedicata ad arbitri ed osservatori patavini che, come di consuetudine, si sono riuniti presso la Fornace Carotta di Padova.
 
Dopo le comunicazioni di servizio e i complimenti per i numerosi esordi dei meritevoli arbitri padovani da parte del Presidente Matteo Michieli, ha preso la parola il componente del CRA Veneto Fabrizio Rossi, il quale ha illustrato le caratteristiche mentali e comportamentali distintive di un arbitro.
 
Essere arbitri è identità, maturazione e ruolo.
 
Identità è conoscenza di sé stessi e presuppone una forte mentalità, orientata al sacrificio e alla convinzione nei risultati e nei progressi che si possono ottenere. Come l’arbitro dev’essere proattivo in campo, anticipando l’azione, così nella vita deve applicare il “kaizen”, il continuo e costante miglioramento. Ogni giorno, infatti, è un’opportunità per migliorare.
 
Maturazione: arbitrare è un processo, si inizia dal fondo crescendo giorno dopo giorno, sbagliando, ma soprattutto imparando dagli errori. Cerchiamo di concentrarci su noi stessi, su ciò che possiamo migliorare quotidianamente, ignorando ciò che non è in nostro controllo, facendo tesoro degli sbagli e focalizzandoci su come non commetterli più.
 
Per descrivere il Ruolo, che presuppone un periodico studio del regolamento e un continuo impegno nell’allenamento, abbiamo visionato diversi episodi tratti da una gara. 
Da questi è risultato: evitare, durante un rinvio dal fondo, di tornare a metà campo dando le spalle alla palla, premiando invece una corsa laterale o all’indietro; evitare la staticità e il posizionamento centrale, bensì cercare di essere sempre dinamico e lateralizzare; evitare gestualità poco conformi alla figura arbitrale, preferendo la parola; essere proattivo nell’allontanare, sul punto di battuta di una punizione, il giocatore che si mette davanti alla palla per ritardare la ripresa di gioco; essere sempre vigile sull’ubicazione del pallone durante il posizionamento della barriera; portare sempre rispetto ai giocatori e ai dirigenti, evitando un atteggiamento arrogante; infine, attenzionare sempre i falli in prossimità delle panchine, aspettandosi sempre una reazione da gestire.
 
Ultimi ma non per importanza, due aspetti fondamentali dell’essere arbitri: la Sezione e il Polo di allenamento, luoghi della massima espressione dell’associazionismo dell’AIA, luoghi dove i colleghi, che sono amici prima di tutto, condividono gioie e amarezze, successi ed insuccessi, si scambiano consigli e critiche costruttive, si spronano a dare sempre il massimo. Dire che è davvero importante frequentare questi luoghi è addirittura superfluo, perché non è un dovere, ma un piacere a cui difficilmente rinunciare.
 
Ai ringraziamenti per l'attenzione, hanno fatto seguito le raccomandazioni del Presidente Michieli, che ha esortato tutti i presenti a far tesoro della lezione.
Alla R.T.O. ha fatto seguito un momento di convivialità tra alcuni Colleghi che hanno voluto trascorrere la serata in compagnia.

Si ringrazia il Collega A.B. Mario Petrillo per le foto.
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      Associazione Italiana Arbitri - Sezione di Padova "B.Bellini" 1927

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